giovedì 24 settembre 2009

D'improvviso, salta fuori il suo viso da lontano. Prima sono i suoi occhi che come fari nella nebbia fanno luce intorno, come sonde si muovono alla ricerca di ciò che io avevo perduto nel viaggio e cioé di me stesso. Una testolina piccola accompagnata da lunghi capelli di un finto biondo ammaliante, un viso candido e leggero, tenue pelle delicata, dolcezza bianca tra i grigiori di una città vecchia, io invece sono nuovo di qui, il vecchio e il nuovo che s'incontrano per dar vita a qualcosa di altro. Un altro mondo. Un altro stato, un altro stato mentale s'impadronisce del mio corpo, strano come gli stati mentali possano rinchiudere il tuo intero corpo fatto di muscoli e carne in una gabbia del tempo fatta di eccitazioni e di ansia mescolate assieme. Il preludio di un accoppiamento sessuale. Il sangue che sale alla testa e irrora capillari, vene che pulsano, una leggera erezione che si cela sotto i jeans nuovi, tutto che inizia a gonfiarsi. Ma sono i suoi occhi che vanno a finire nel mio cuore che inizia a giocarci a ping-pong. Ping. Pong. I suoi occhi erano il mio ping pong.
Ci scontrammo proprio al centro, al centro dell'attenzione, come due atomi che si incontrano per dar luogo ad una reazione nucleare. Quando si esplode insieme si fanno fuochi d'artificio, quando lo si fa da soli si crea un enorme buco nero.

Nessun commento: