Ah! Beh! Povero pervertito povero
le iniziali ci conducano alla fine
ogni fine ha un inizio
e se non si lascia il segno di approvo
distinguo la lettera dall'amare
condanne incontaminate
scendono giù dall'eterno sgorgare
è un fiume in piena
il cielo in questi giorni
ci frantumiamo
annegheremo
andremo per via sempre
in cancrena
siamo malattie alla deriva
che dio non ci benedica
semmai una parola abbia
un solo potere
mercoledì 31 ottobre 2007
domenica 28 ottobre 2007
Lo studio era pieno dell'intenso odore delle rose e, quando il dolce vento d'estate serpeggiava fra gli alberi del giardino, per la porta aperta entrava la pesante fragranza dei lillà o il profumo più sottile dei rovi in fiore.
Dall'angolo del divano ricoperto di tappeti persiani, sul quale giaceva, fumando, com'era sua abitudine, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena afferrare il barlume giallo miele dei dolci fiori di un citiso, i cui tremuli rami pareva che non ce la facessero a sopportare il peso di una bellezza così fiammeggiante; e, a tratti, fantastiche ombre di uccelli svolazzavano attraverso le lunghe tende di seta tussorina tirate davanti all'immensa finestra, producendo una specie di momentaneo effetto giapponese e facendogli pensare a quei pallidi pittori di Tokyo dal viso di giada, i quali, mediante un'arte che è per necessità immobile, cercano di suggerire il senso della rapidità e del movimento.
Dall'angolo del divano ricoperto di tappeti persiani, sul quale giaceva, fumando, com'era sua abitudine, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena afferrare il barlume giallo miele dei dolci fiori di un citiso, i cui tremuli rami pareva che non ce la facessero a sopportare il peso di una bellezza così fiammeggiante; e, a tratti, fantastiche ombre di uccelli svolazzavano attraverso le lunghe tende di seta tussorina tirate davanti all'immensa finestra, producendo una specie di momentaneo effetto giapponese e facendogli pensare a quei pallidi pittori di Tokyo dal viso di giada, i quali, mediante un'arte che è per necessità immobile, cercano di suggerire il senso della rapidità e del movimento.
Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste.
lunedì 15 ottobre 2007
domenica 14 ottobre 2007
sabato 13 ottobre 2007
martedì 9 ottobre 2007
lunedì 8 ottobre 2007
Finalmente mi trasferisco.
E' un piccolo passo per l'uomo, cioè io, e un grande passo per l'umanità. Perché qui gente se noi non ci muoviamo non è che è il resto del mondo a muoverci noi. Quindi è anche un grande passo per l'intera umanità. Che poi chi era quell'idiota che l'ha detta per la prima volta questa frase? Quello che NON è mai arrivato sulla Luna?
E' un piccolo passo per l'uomo, cioè io, e un grande passo per l'umanità. Perché qui gente se noi non ci muoviamo non è che è il resto del mondo a muoverci noi. Quindi è anche un grande passo per l'intera umanità. Che poi chi era quell'idiota che l'ha detta per la prima volta questa frase? Quello che NON è mai arrivato sulla Luna?
Io voglio smettere di desiderare le cose, di desiderare qualunque cosa, poi ci si accorge che è impossibile per la natura umana non poter desiderare e si rischia la pazzia.
E' impossibile non desiderare, anzi bisogna desiderare con tutta la propria forza per ottenere la volontà e l'oggetto desiderato.
E' impossibile non desiderare, anzi bisogna desiderare con tutta la propria forza per ottenere la volontà e l'oggetto desiderato.
sabato 6 ottobre 2007
“ La vedo zoppicare, le vedo l'anulare senza l'anello e quella sua natura ossessiva parla chiaro, non si rischia la galera e la professione per salvare unoche non vuole essere salvato se non si è spinti da una cosa: quella cosa. la ragione per cui la gente normale ha figli, famiglia, hobby e così via è perché non conosce quella cosa speciale che da un senso al tuo cuore, per me è la musica, per lei è questo. la cosa che tartassa la tua mente, che ti lascia fuori dal cerchio dei normali, noi siamo grandi, siamo i migliori, quello che ci manca è tutto il resto. una donna che ci aspetta davanti ai fornelli con un drink e un bacio, quello noi non l'avremo mai. ”
mercoledì 3 ottobre 2007
Ho sempre fiutato di essere me stesso, adesso che mi odoro meglio sento un profumo di vaniglia gelata, come aprire la maniglia delle narici all'amore e puzzare tanto d'uomo e po' meno bambino, come un capitombolino naufrago, un gelato di vaniglia e naufragola in mare aperto e pronto da riempire, una vaschetta dove infilare le dita e non su per il naso, sta di fatto il caso, come il fatto sta a casa ma anche per caso, soprattutto per strade e monti, le valli dove corrono selvaggi i cavalli, valli a capire certi zoccoli d'autore. Ci sono mari come ci sono cieli aperti e nessuno si chiede chi li chiude ogni tanto che tanto possono essere svaligiati e nessuno ne raccoglie mai il significato forse perché mai nessuno ne ha deposto il seme. Se me stesso mi fiuto di essere sento profumo d'argilla, sono uomo e chi si rifiuta non lo fa due volte ma si tappa il naso.
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