mercoledì 3 ottobre 2007

Ho sempre fiutato di essere me stesso, adesso che mi odoro meglio sento un profumo di vaniglia gelata, come aprire la maniglia delle narici all'amore e puzzare tanto d'uomo e po' meno bambino, come un capitombolino naufrago, un gelato di vaniglia e naufragola in mare aperto e pronto da riempire, una vaschetta dove infilare le dita e non su per il naso, sta di fatto il caso, come il fatto sta a casa ma anche per caso, soprattutto per strade e monti, le valli dove corrono selvaggi i cavalli, valli a capire certi zoccoli d'autore. Ci sono mari come ci sono cieli aperti e nessuno si chiede chi li chiude ogni tanto che tanto possono essere svaligiati e nessuno ne raccoglie mai il significato forse perché mai nessuno ne ha deposto il seme. Se me stesso mi fiuto di essere sento profumo d'argilla, sono uomo e chi si rifiuta non lo fa due volte ma si tappa il naso.

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